Insieme per un “Green New Deal” e per il “rinascimento” del sistema produttivo

Insieme per un “Green New Deal” e per il “rinascimento” del sistema produttivo;

Insieme per un “Green New Deal” e per il “rinascimento” del sistema produttivo

Insieme sostiene la necessità di un vero e proprio “Green New deal”: non basta sottoscrivere un accordo internazionale solenne per battere i cambiamenti climatici e i loro effetti devastanti.

Data: 5 febbraio 2018
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Fonte: http://www.insieme2018.it/italia-europa-insieme-programma-elettorale-le-elezioni-politiche-del-2018/sviluppo-crescita-insieme-un-green-new-deal-rinascimento-del-sistema-produttivo-delle-imprese-italia


L’Italia è la seconda potenza manifatturiera d’Europa: ma per mantenere e migliorare questa posizione dobbiamo riconsiderare in modo strategico i driver che la influenzano, adattandoli alle nostre competenze specifiche e all’imperativo della creazione di lavoro di qualità: capitale umano, globalizzazione, finanza, dimensione d’impresa, energia, l’ambiente.

In questo senso pensiamo che la proposta di nuova economia e società non possa fare a meno di integrare davvero e in modo profondo, anzi "rivoluzionario" l’idea un Green New Deal che, a partire dalla realtà dei cambiamenti climatici, della scarsità delle risorse e della dipendenza energetica, punti ad attività economiche "intense" in lavoro di qualità ed innovazione, alla riorganizzazione degli spazi urbani, alla mobilità sostenibile, alla democrazia "energetica"; tematiche queste che danno alle belle parole "libertà" e "partecipazione" un senso nuovo, lontano da individualismi esasperati, ma anche da imposizioni moralizzatrici.

Questo presuppone scelte di campo precise e anche la fine della subordinazione a poteri economici speculativi, che hanno bloccato la crescita dell’Italia ben più che i problemi legati al costo del lavoro: dai concessionari parassiti, alle corporazioni, ai fautori delle grandi opere pubbliche inutili, dagli ex monopolisti energetici legati a vecchi privilegi, a quei gruppi industriali che non si rendono conto che anche per loro la competitività passa attraverso investimenti nelle risorse umane e nell’innovazione verde.

Apprezziamo lo sforzo di innovazione e la volontà di rilancio della proposta di politica industriale 4.0, ma poniamo con forza il tema del superamento della "neutralità tecnologica" e dell’illusione che tutti i settori industriali, anche quelli meno produttivi, meno utili, meno pronti a cambiare, più fossili, possano e debbano essere sostenuti ancora a lungo; possono invece essere accompagnati a una ristrutturazione o via via superati, a favore di quelli più in grado di trovare mercato in una società in profonda trasformazione, ma nella quale comunque c’è e ci sarà bisogno di acciaio, di macchinari, di prodotti alimentari, di energia ecc., ma prodotti in modo diverso rispetto al ventesimo secolo. In questo senso è necessario un grande lavoro e risorse adeguate per la riconversione e formazione, di intesa con il sindacato.

Non partiamo da zero: l’Italia è anche la seconda Green economy dopo la Germania e il suo valore corrisponde a 190 Miliardi di euro, il 13% dell’economia nazionale. È il primo Paese per contributo del fotovoltaico al mix elettrico nazionale (8%); il suo sistema economico è il secondo per minore intensità di emissioni dopo la Francia (senza il nucleare), è leader europeo nel riciclo industriale e nell’economia circolare: questa è una forza da valorizzare con misure adeguate.

Insieme intende accompagnare le imprese italiane in questa delicata fase e contribuire a un vero e proprio "Rinascimento" industriale del nostro paese.

Insieme propone come prime misure urgenti

Incentivi agli investimenti nel settore dell’energie pulite e rinnovabili,
incentivi per la realizzazione di depuratori e investimenti per la raccolta delle acque reflue e il loro riutilizzo in impieghi irrigui (dove è richiesta una minore qualità dell’ acqua)
investimenti per avviare un processo virtuoso basato sulle 4 R partendo dalla riduzione degli imballaggi e delle plastiche, incentivare il riuso e riciclo dei materiali e rendere effettivo in tutto il territorio il sistema della raccolta differenziata attraverso il sistema "porta a porta".


 

 

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